Lenovo ThinkPad SL Series hotkeys (brightness, volume and ultranav)Karmic

The company I work for gave to me a Lenovo ThinkPad SL500 notebook in which I’ve installed Ubuntu Intrepid (8.10).
Almost all has gone at the first shot but I discovered that the SL series is not a “real” ThinkPad and the thinkpad_acpi module doesn’t work at all with sl series laptops.
Volume Up, Volume Down and Mute buttons did not work and brightness was a mess: on power saving the brightness increased, pressing the brightness Up button (Fn+Home) decreased and pressing the brightness down button (Fn+End) increased.
Googleing at firs led nothing until…. I found an experimental module developed by Alexandre Rostovtsev (tetronimo).
Here a step by step guide to let Lenovo SL Series laptop hotkeys start working.

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10 domande

E’ da poco più di una settimana on-line 10 domande un sito in cui è possibile proporre una video-domanda ai candidati premier alle prossime elezioni politiche 2008. I video inviati possono essere votati da tutti e i 10 più votati verranno sottoposti ai candidati.

Il sito, realizzato da Elastic di cui sono A.D. e direttore tecnico, si ispira a quella analoga realizzata per le primarie degli stati uniti: 10 questions anche se differisce da essa soprattutto dal punto di vista tecnico.

Ed è proprio degli aspetti tecnici e dei tempi di realizzazione che voglio parlare in questo mio post.

Da quando sono in Elastic, mi sono imposto di non inventare l’acqua calda, gli scaldabagno e i boiler funzionano egregiamente ed assolvono in modo perfetto al loro compito. Per questo, occupandomi di comunicazione su internet e quindi (tradotto in strumenti) di siti web, una delle prime scelte è stata quella di una piattaforma rigorosamente open-source che potesse offrire una base di partenza per (quasi) tutte le esigenze e le idee (a volte pazze) partorite da Nicola Mattina e che praticamente sempre debbono avere un tempo di realizzazione pressoché uguale a quello di ideazione (e vaglielo a spiegare che non è proprio la stessa cosa…).

La piattaforma cms che abbiamo deciso di utilizzare è Drupal nella sua versione 5. In effetti è da poco uscita la versione 6 ma la reputo ancora troppo “immatura” e priva di quei moduli che di fatto sono diventati un must (come ad esempio views).

Per la realizzazione di questo progetto (e sempre rispettando gli inventori dell’acqua calda), oltre ai moduli core presenti nel cms, abbiamo utilizzato anche:

  • CCK: Content, Embed Media Field, Embed Video field (modificato da noi per permettere l’instant preview del video)
  • Captcha e Image Captcha
  • Vote up-down (modificato da noi per integrarsi con captcha e per estendere i meccanismi di votazione ajax)
  • Forward
  • Service Links
  • Share
  • Tagadelic
  • Views
  • Views-bonus (modificando la grid-view per gestire l’intero nodo come singolo field in visualizzazione teaser o full)

Il resto è tema e molto javascript (spesso completamente riscritto rispetto a quello fornito dai suddetti moduli) utilizzato per massimizzare l’uso di AJAX all’interno del sito (prevalentemente per la gestione delle votazioni e il corretto refresh dei widget).

Qualcuno potrebbe obiettare che non è nella filosofia di Drupal modificare un modulo. Io dico “dipende”. Se la modifica lo arricchisce senza snaturare il “modus-operandi” previsto dal suo ideatore io sono convinto del contrario: è cosa buona e giusta modificarlo.

In ogni caso, l’adozione di Drupal esteso dai suddetti moduli, ci ha permesso di iniziare disponendo di un semi-lavorato abastanza “vicino” alle esigenze dettate dai requisiti (in parte ereditati da 10 questions ma spesso frutto di lunghe riunioni tra me Nicola e Glauco).

Dovendo realizzare solamente le modifiche del caso, siamo riusciti nell’impresa di produrre “from-scratch” il sito (avendo anche l’onere di dover erigere tutto l’ambiente di esercizio applicativo, di sistema e di rete) in soli 5 giorni (e un paio di notti….) dei quali 3 per realizzare le funzionalità e quasi 4 per gestire le incompatibilità tra browser (con buona pace del rispetto degli standard e dei relativi test di compatibilità).

A parte un piccolo bug iniziale (subito sfruttato dai furbacchioni per adoperarsi in quella che spesso in parlamento è prassi e cioè la votazione multipla – arrivando ad autovotarsi anche 25 volte in un minuto) non abbiamo (ancora) riscontrato grandi defiances.

L’ambiente di esercizio utilizzato è una macchina virtuale Amazon su cui abbiamo installato una AMI preconfezionata con una Gutsy Gibbon Ubuntu.

La macchina è essenzialmente un server LAMP con Apache 2, MySql 5 e PHP 5 che abbiamo tirato su in un paio di ore io e Glauco su cui abbiamo poi effettuato il deploy di Drupal e del Database (un’altra oretta).

Sono abbastanza soddisfatto del risultato tecnico e sono sorpreso dalla rapidità con cui abbiamo realizzato il tutto (merito di Drupal o nostro?)….

Telecom Italia, ADSL e Linea Telefonica

Vivo a Roma ed è ovvio immaginare che, essendo una grande città, quasi tutti i servizi (telefonia, adsl, ecc..) siano disponibili. Purtroppo, nella realtà, non è così.

In questo post Vi racconto le mie disavventure con mamma Telecom.

Nell’ormai lontano 2002 mi sono trasferito in una zona residenziale alla periferia della città e ho chiesto il trasloco della linea ISDN. Dopo un mese di attesa (e svariate telefonate al 187) ho per caso incontrato un tecnico Sirti il quale mi ha chiaramente detto che per problemi di centrale non era possibile traslocare la linea digitale nella mia zona (ma allora perché il call center non me lo ha fatto notare??). Ho chiamato nuovamente il 187 richiedendo la trasformazione dell’utenza e dopo 3 giorni ho avuto la linea PSTN installata.

Successivamente, per questioni professionali, ho richiesto l’attivazione di una linea ADSL ottenendo sempre la stessa risposta: “Ci dispiace ma il servizio non è disponibile nella sua zona”. Mi sono rivolto a Wind, Fastweb e nessuno è stato in grado di fornirmi questo servizio (Wind ha addirittura avviato la procedura di attivazione di una nuova linea telefonica assicurandomi che, in questo modo, l’attivazione della linea ADSL sarebbe stata automatica… non vi dico il risultato).

La cosa frustrante è che spostandosi di 350 metri (la via parallela a quella in cui abito) il servizio è disponibile.

Per 5 anni ho quindi convissuto con l’impossibilità di attivare un qualunque tipo di linea ADSL , fino ad una settimana fà…..

Ero in ufficio e squilla il cellulare, è la Telecom che mi informa della disponibilità di 4 numeri a cui attivare la linea ADSL (??!!??). Richiedo subito l’attivazione di alice flat 2MBit (l’unica disponibile) con router in comodato d’uso.

Dopo alcuni giorni arriva il router e predispongo l’impianto di casa al fine di flitrare adeguatamente le prese su cui sono attestati i telefoni (applicando i famigerati filtri adsl ad ogni presa). Il router non aggancia (ma è normale, a livello di rete il servizio non è ancora attivo, come sottolineatomi dall’operatore 187) ma i telefoni funzionano tutti.

Ieri, mentre ero al telefono di casa, cade la linea e da quel momento è tutto muto.

Sono andato a controllare il router… si era connesso. Completo la registrazione e comincio a navigare… Però la linea telefonica rimane muta.

Allora provo a isolare il modem staccandolo dalla linea.. niente. Stacco tutti i telefoni tranne il Sirio.. niente tutto muto. Provo con altri tre telefoni.. tutto tace. Il bello è che se chiamo casa sembra che il telefono squilli ma in realtà a casa non squilla nulla e se alzo la cornetta dall’altra parte continua a squillare.

Non vi dico l’ira di parenti e amici che sistematicamente mi chiedono: ma perché non rispondi più al telefono? Che ti ho fatto?

Ho immediatamente chiamato il 187 aprendo un guasto alla linea…. dovrò aspettare tre giorni prima di poter effettuare un nuovo sollecito, sperando che non sia necessario.

Quindi la mia epopea non è terminata. Adesso ho la linea ADSL ma non telefono e non ricevo telefonate.

In buona sostanza ho la disponibilità di un servizio “accessorio” (ADSL) al costo di non disporre più di un servizio “primario” (la linea telefonica). Questo la dice lunga sull’efficienza dei sistemi di provisioning adottati da Telecom Italia.

Tariffe Dati Mobili

Dovendo acquistare un abbonamento business per la connessione mobile internet, ho fatto ungiro sui siti dei provider nazionali (Vodafone, TIM, Wind e TRE) per scegliere quello piàù conveniente rispetto alle necessità aziendali.

Mi sono accorto che, tanto per cambiare, le offerte sono difficilmente confrontabili se non dopo un attento studio dei costi fissi, i volumi garantiti, i costi oltre soglia, quelli di setup, la presenza o meno in comodato della scheda pc card o del modem e quant’altro.

Su suggerimento di Nicola Mattina ho anche individuato un operatore (credo di livello 2 o 3, quindi privo di rete propria) che offre una soluzione interessante.

Mi sono armato di foglio excel e ho fatto dapprima una tabella riassuntiva delle offerte di maggiore interesse per me.

Tariffe dati operatori mobili
Operatore Tier Nome Offerta Caratteristiche Costi fissi Costi variabili
TIM T1 Alice Mobile Full 12000MB/Mese 50€/mese 1€/MB oltre i 12000
TRE T1 B.on 5GB/Settimana 19€/mese 2€/MB se in copertura GPRS 0,60€/Mb per traffico oltre i 5GB in copertura 3
Vodafone T1 Broadband Unlimited 10Gb/mese 60€/mese Traffico UMTS/GPRS entro la soglia, 0,50€/Mb oltre la soglia
Wind T1 LeonardoMega All Inclusive Traffico illimitato GPRS/UMTS 90€/bimestre Nessuno
Clic.it ? MobiFlat Five Week 5GB/Settimana 35€ Attivazione + 17€/mese 0,75€/MB per superamento soglia

I dati sono estratti dai rispettivi siti per le offerte indicate.

Anche qui la situazione però non è chiarissima e quindi ho simulato alcuni scenari di utilizzo riferendomi ai costi indicati in tabella.

Ne è uscito fuori il grafico seguente:

Grafico dei costi dati al variare degli operatori e del traffico giornaliero

Come è possibile vedere per traffico entro i 340MB/giorno sono tutti entro la propria soglia e quindi l’offerta più conveniente sarebbe quella dell’operatore clic (anche se bisogna aggiungere il costo della pc card che deve essere acquistata da loro).
Tre, a fronte di un costo di attivazione di 19 o 99 euro viaggia sugli stessi livelli, offrendo, a mio parere, una maggiore garanzia. Attenti però che qui c’è il trucco. Infatti se non si è in copertura TRE, anche se non si è superata la soglia settimanale si pagano ben 2 € al MB di traffico (che è la somma di quello ricevuto e quello trasmesso).
Questo fa si che in zone con cattiva copertura tre renda l’offerta poco (anzi pochissimo) allettante.
Vodafone e TIM fanno pagare caro lo sforamento della soglia (se si supera il traffico per solo l’1% ci si ritrovano in bolletta dai 52 ai 120€ in più al mese).
Comunque stesso discorso vale per TRE e Click, sebbene tale superamento avvenga ben oltre la soglia imposta da TIM e Vodafone.

Un discorso a parte va fatto per Wind. Sebbene abbia problemi di copertura analoghi a quelli di tre, la sua tariffa (90€/bimestre) è veramente all inclusive anche se il costo è abbastanza elevato.
Quest’ultima soluzione la consiglierei come replacement per coloro che hanno necessità di alti volumi di traffico in assenza di ADSL.
Tutte le soluzioni prevedono velocità massime (teoriche) fino a 3.6Mbit/secondo (circa 380KBytes/secondo) anche se nella realtà tale limite difficilmente si riesce a raggiungere.

A mio parere l’offerta tre è meglio modulata, a patto di stare spesso in copertura TRE. Andrebbe indagato un po il doscorso di clic in termini affidabilità del servizio.

pubcamp

Sabato ho partecipato al mio primo bar camp. Si è svolto in un pub a chieti ed è stata una esperienza tutto sommato positiva.

Come ho avuto modo di commentare in altri blog, il pubcamp è stato piuttosto un pretesto per incontrarsi, anche vista la quantità e qualità degli interventi. Ho apprezzato molto le persone che sono intervenute e in particolare, trullallero trullallà, mi sono divertito ad ascoltare letture sofisticatissime estratte da una pubblicazione di cui non ricordo il nome.

Questa giornata mi ha fatto venire voglia di contribuire per quelle che sono le mie capacità professionali (alcuni direbbero skills riferendosi a me come ad uno skillato) soprattutto per quanto riguarda la diffusione dell’utilizzo di free software o, al limite, di software open source, in ambito aziendale (corporate e enterprise).

Probabilmente in uno dei prossimi post descriverò quelle che sono stae le mie esperienze professionali in merito e, soprattutto, il modo in cui, secondo me, si debba affrontare il discorso in un contesto aziendale.

Ringrazio Nicola Mattina per aver mi portato a conoscenza di una tale realtà alla quale spero di poter contribuire presto.

Blog on non Blog?

Allora eccomi qui,

anch’io ho deciso di aprire un mio blog (e non so ancora se ho fatto una cosa “sana”). Pur “vivendo” nella rete dall’ormai preistorico (per l’evoluzione che essa ha avuto) 1992, anno in cui ho inviato la mia prima e-mail e pur operando professionalmente nel settore più o meno dallo stesso periodo, non sono un grande fruitore degli strumenti da Lei messi a disposizione, fatta eccezione per i motori di ricerca (inizialmente altavista e poi google) e poco altro.

Il primo impatto è un po’ sconcertante, per me. L’idea di avere una finestra più o meno pubblica con cui poter esprimere opinioni e giudizi, raccontare esperienze, in un certo senso mi preoccupa e al contempo mi attrae. Non avere un limite (oppure un indirizzo) in un certo senso paralizza rendendo difficile la scrittura di un semplice post come questo. Qualcuno di mia conoscenza potrebbe chiamarla “ansia da prestazione” e basta convincersi che probabilmente nessuno leggerà mai questo post per superarla (anche se in cuor mio spero di essere smentito).

Ancora non ho deciso di cosa parlerò in questo mio blog e forse non lo deciderò mai… Forse sarà lui a dirmi, a cose fatte, di cosa ho parlato e magari, a quel punto, potrei decidere di cambiarne il titolo.

Ciao